Chi è la Guida Turistica?
Una digressione... solo per chi vuole saperne di più!

Si diventa Guida Turistica attraverso una serie di esami (uno o più scritti, almeno due orali, con lingue straniere obbligatoria), indetti da un Ente pubblico (Provincia o Regione). In alcune Regioni è obbligatorio un corso di preparazione lungo e impegnativo. Superati gli esami si ottiene l’abilitazione e il Tesserino, documento ufficiale che va tenuto in evidenza per Legge. Esiste on-line (nei siti di Province o Regioni, alla voce Turismo - professioni turistiche) l’Elenco ufficiale delle Guide abilitate che potete scaricarvi.

Ma cosa fa esattamente una Guida Turistica? Recita la Legge 217/83, titolo I, art. 11:
È guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici, illustrando le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali.

In realtà il lavoro di una Guida Turistica è ancora più di questo! La Guida studia, organizza, gestisce, illustra, intrattiene, rispetta tutti gli orari, si prende cura a 360 gradi del suo gruppo/singolo cliente, sa dare indicazioni di qualsiasi tipo, logistico e pratico, su tutto il territorio in cui si muove. Non bastano le sole, seppur complesse e difficili, nozioni culturali (molte Guide possiedono lauree magistrali in architettura, storia dell’arte o archeologia), bisogna saper comunicare quella che gli esperti del turismo chiamano experience...

Fino a pochissimo tempo fa, in seguito alla Legge 97/2013, le Guide turistiche, prima vincolate a un territorio specifico (Provincia o Regione), potevano lavorare su tutto il territorio nazionale. Ma bisogna considerare che l’Italia (a differenza di altri Paesi) ha siti culturali/artistici talmente numerosi e importanti che è impossibile conoscerli tutti come si dovrebbe! Per questo sono intervenute novità che tutti coloro che si rivolgono a una Guida turistica devono sapere per non incappare in spiacevoli sorprese e situazioni di imbarazzo.

L’attuale normativa ( aprile 2015), ancora incompleta sul fronte delle singole Regioni, prevede che una Guida turistica possa spiegare a livello nazionale tutti i beni storico artistici che non appartengano all’Elenco pubblicato (vedi D.M. 07/04/2015, relativo alla “Individuazione dei Siti di Particolare Interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione turistica”). Secondo il successivo D.M. dell’11 dic. 2015 n.565 le Guide turistiche abilitate posso spiegare, del citato Elenco, solo i beni relativi alla propria Regione di abilitazione. Per esempio, una Guida abilitata alla Provincia di Varese può in questo momento spiegare tutti i beni della Regione Lombardia, ma non i beni “di particolare interesse” di Veneto, Piemonte, Toscana, ecc... Ciò in attesa di un esame per le Guide turistiche già abilitate che crei dei professionisti a livello regionale specificamente abilitati ai siti “di particolare interesse” (D.M. 11/12/2015). Secondo il Decreto, nel momento in cui verranno comunicati i nomi degli abilitati al suddetto esame, solo questi potranno svolgere visite guidate all’interno dei siti in oggetto.

Al di là di ogni considerazione di tipo normativo, rivolgetevi di preferenza, se potete, alle Guide turistiche ufficialmente abilitate alla provincia che andate a visitare: sarà sicuramente una garanzia ulteriore della loro preparazione e conoscenza profonda del territorio.